Come gestire il Multitasking con il Coaching. Multitasking e Focus: una sfida della modernità

Come gestire il Multitasking con il Coaching. Multitasking e Focus: una sfida della modernità

30 ottobre 20246 min di lettura

Nel mondo di oggi, siamo abituati a fare più cose contemporaneamente: rispondere alle email mentre partecipiamo a riunioni, ascoltare un podcast mentre cuciniamo o scorrere i social mentre guardiamo la TV. Questo fenomeno è noto come multitasking, una capacità che spesso viene associata all’efficienza e alla produttività. Ma è davvero così? Quando il multitasking ci aiuta e quando, invece, diventa un ostacolo? Il coaching offre un approccio unico per rispondere a questa domanda, aiutando le persone a identificare quando è più utile concentrarsi su un solo obiettivo e come farlo in modo efficace.

Il dualismo tra multitasking e focus rappresenta una delle sfide principali per chi cerca di bilanciare lavoro, vita personale e sviluppo personale. Il multitasking, se da un lato può sembrare in apparenza una risorsa, è esperienza comune che conduca alla frammentazione della nostra attenzione, riducendo la qualità delle nostre azioni. La capacità di focalizzarsi, al contrario, permettendoci di dedicare tutte le nostre energie a un solo compito, favorisce risultati più concreti e soddisfacenti e spesso consente di risparmiare tempo, in quanto non si deve ritornare su scelte prese in mezzo ad altre distrazioni.  Nel contesto di una sessione di coaching, il coach aiuta il cliente a fare questa distinzione e a concentrarsi su ciò che davvero conta in quel momento.

I limiti del Multitasking nella produttività

Il multitasking è stato spesso elogiato come la capacità di essere “iperproduttivi”. Tuttavia, numerosi studi dimostrano che, anziché migliorarci, può limitare drasticamente la nostra performance. Infatti, il cervello umano non è progettato per gestire compiti complessi contemporaneamente e la continua transizione tra diverse attività crea un effetto dispersivo delle risorse cognitive. Questo porta a una riduzione della qualità del lavoro e a una maggiore possibilità di errori.

Molti di noi sperimentano una sensazione di incompletezza al termine di una giornata di multitasking. Sebbene sembri di aver fatto molte attività, ci sentiamo comunque insoddisfatti perché nessun compito è stato svolto con la cura e l’attenzione necessarie. Questo fenomeno è noto come costo del passaggio tra compiti: ogni volta che spostiamo la nostra attenzione da un’attività all’altra, perdiamo tempo prezioso per “ricaricare” la mente sul nuovo compito, abbassando la nostra capacità di concentrazione. Per esempio, rispondere a un messaggio mentre si scrive un report può sembrare innocuo, ma in realtà aumenta significativamente il tempo necessario per completare il report.

Quando il Multitasking può essere utile

Ci sono momenti, tuttavia, in cui il multitasking può avere un ruolo positivo. In contesti in cui i compiti da gestire sono relativamente automatici o banali, il multitasking può migliorare l’efficienza. Ad esempio, ascoltare musica mentre si svolgono attività ripetitive o fare esercizio fisico mentre si guarda una serie TV sono casi in cui il multitasking può funzionare senza compromettere la qualità del risultato.

Il problema nasce quando applichiamo questa modalità operativa anche ai compiti che richiedono creatività, concentrazione e analisi critica. In questi casi, il multitasking diventa un nemico della produttività. Riconoscere quando il multitasking può essere utile e quando, invece, è meglio evitarlo, è un’abilità cruciale, che può essere affinata con il supporto di un coach.

Il Ruolo del Coaching nel trovare il focus

Una delle chiavi del successo nel coaching è l’abilità di focalizzarsi su un obiettivo chiaro e misurabile. Durante una sessione, capita spesso che il cliente arrivi con molteplici questioni da affrontare, magari legate al lavoro, alla vita personale o ad altri ambiti. Il coach, attraverso domande mirate come “Quale specifico risultato ti aspetti a fine sessione?”, aiuta il cliente a identificare un tema principale su cui concentrarsi, facilitando un processo di riflessione che porta il cliente a scegliere consapevolmente l’argomento prioritario.

Questa capacità di trovare il focus è ciò che rende il coaching così efficace. L’obiettivo di una singola sessione deve essere specifico e raggiungibile, mentre l’obiettivo macro del percorso di coaching è spesso più ampio e a lungo termine. Il coaching aiuta quindi il cliente a gestire il multitasking mentale, offrendo gli strumenti per separare ciò che è importante da ciò che è urgente, mantenendo sempre lo sguardo sul traguardo finale.

Strumenti per migliorare il Focus nel Coaching

Nella definizione dei task di fine sessione, esistono diverse tecniche che il coaching utilizza per aiutare i clienti a migliorare la concentrazione e lavorare in modo più efficace verso i loro obiettivi. Può suggerire di  sperimentare il time blocking, una metodologia in cui il cliente suddivide la propria giornata in blocchi di tempo dedicati esclusivamente a specifici compiti. Un modo per evitare di passare da un’attività all’altra senza una struttura precisa.

Un altro strumento utile è la definizione degli obiettivi secondo il modello PaCe E MeRiTo ideato da Giovanna Giuffredi (obiettivi specifici espressi in una modalità Positiva, sotto il diretto Controllo personale, con un Evidenza del risultato atteso, Misurabili, Rilevanti, Tempificabili). Nelle sessioni di coaching, questi obiettivi vengono applicati sia a livello di singola sessione che al percorso complessivo, aiutando il cliente a mantenere una chiara direzione e a non perdersi nelle numerose distrazioni che il multitasking porta con sé.

Infine, il coach lavora molto sull’auto-consapevolezza del cliente, aiutandolo a riconoscere quando sta cercando di fare troppe attività contemporaneamente e spingendolo a fermarsi e riflettere. Domande come “Qual è la cosa più importante in questo momento?” o “Se dovessi concentrarti su una sola cosa, quale sarebbe?” spingono il cliente a entrare in uno stato di maggiore consapevolezza e a eliminare le distrazioni.

Il Coaching, una guida per l’equilibrio

In sintesi, il multitasking non è né completamente negativo né sempre positivo. Ha i suoi momenti di utilità, ma quando si tratta di compiti che richiedono creatività e concentrazione, il focus è il vero segreto del successo. Il coaching, in questo senso, diventa uno strumento prezioso, aiutando le persone a capire quando è necessario dedicarsi a un’attività  alla volta e quando, invece, il multitasking può essere sfruttato a proprio vantaggio.

Il coach guida il cliente nella scoperta del proprio equilibrio tra multitasking e focus, creando un ambiente di riflessione e supporto in cui il cliente impara a concentrarsi su ciò che è davvero importante. Attraverso strumenti come ad esempio il time blocking, la definizione degli obiettivi e l’auto-consapevolezza, il coaching diventa un catalizzatore per il cambiamento, spingendo il cliente verso un modo di lavorare più efficace e soddisfacente.

In definitiva, il multitasking può aiutare solo in determinate situazioni, mentre per i compiti più complessi e significativi, il focus resta l’arma vincente. Il coaching, attraverso l’individuazione di obiettivi di sessione chiari e realizzabili, permette al cliente di affrontare un aspetto alla volta, favorendo risultati tangibili e un progresso costante verso il raggiungimento dei propri obiettivi di vita.

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