
Quanto pesa un “richiamo”?
Il richiamo, sia nel contesto personale sia professionale, è ben più di una semplice critica.
In azienda, in particolare, può avere un effetto positivo o negativo a seconda di come viene impartito e ricevuto. Può influenzare non solo la performance individuale del dipendente coinvolto, ma anche il morale dell’intero team.
Quando gestito correttamente, un richiamo ben eseguito può trasformarsi in un’opportunità di crescita.
Quando il feedback è costruttivo, focalizzato su comportamenti modificabili e presentato come un mezzo per migliorare, i dipendenti sono generalmente più aperti ad accoglierlo e agire di conseguenza.
Se ben posto, diventa un punto di partenza per migliorare e per l’auto-sviluppo, può rafforzare la relazione tra manager e dipendenti, promuovere la performance e contribuire a un clima aziendale positivo.
Quando mal gestito, invece, può portare a una serie di reazioni negative: demotivazione, riduzione della produttività, e persino un aumento del turnover del personale.
Infatti, i dipendenti che si sentono ingiustamente criticati, o che non ricevono un feedback costruttivo, spesso percepiscono il richiamo con un senso di ingiustizia e di non appartenenza, che va a minare la loro autostima e fiducia.
Come gestirlo correttamente?
Il feedback ritenuto ingiusto, è come un peso che si deposita sulle nostre spalle obbligandoci e sfidandoci a gestirlo per non rimanerne schiacciati.
Per riuscire a controllarlo è necessario impegnarsi con costanza a sviluppare o allenare alcuni “muscoli mentali” indispensabili per affrontare questa impresa.
Servono consapevolezza, forza e soprattutto equilibrio. Oltre che un buon apporto di resilienza e intelligenza emotiva.
I 5 passi e “muscoli” chiave da allenare o sviluppare
- Riconoscimento: come alleggerire il peso
Il primo muscolo mentale da allenare è il riconoscimento.
È fondamentale accettare la realtà del richiamo, senza negarlo o ignorarlo.
Prenderne consapevolezza richiede coraggio e onestà, ma è anche il primo passo per riuscire ad agire e prepararsi.
Lo stesso vale per un atleta che prende coscienza del peso da sollevare e inizia ad allenarsi per affrontare adeguatamente la sfida. - Resilienza: la forza di rimbalzare
La resilienza è la capacità di affrontare le avversità, apprendere da esse e uscirne rafforzati.
Sviluppare la resilienza è come allenare un muscolo a sopportare carichi sempre più pesanti.
Ciò si ottiene attraverso l’esposizione graduale alle sfide, l’apprendimento dalle esperienze passate e la capacità di mantenere una prospettiva positiva di fronte alle difficoltà che si incontrano lungo il percorso. Tecniche come la mindfulness e la riflessione personale possono essere di grande aiuto per rafforzare questo muscolo mentale. - Gestione dello stress: l’arte di rilassarsi sotto pressione
Il richiamo può generare stress e ansia, rendendo il peso insopportabile.
La gestione dello stress diventa quindi cruciale.
Utile può essere l’apprendimento di tecniche di rilassamento come la respirazione profonda, la meditazione, lo yoga o anche l’adozione di uno stile di vita equilibrato, con spazio per il riposo, l’esercizio fisico e il tempo libero.
E ricordiamoci che quello che viene criticato è solo un comportamento, non la nostra essenza come persone. Tutto ciò contribuisce a ridurre l’impatto dello stress sul nostro benessere mentale. - Intelligenza emotiva: comprendere e gestire le proprie emozioni
È importante sviluppare una buona capacità di riconoscere, comprendere e gestire le proprie emozioni e quelle degli altri.
Rinforzare questo “muscolo” significa imparare a identificare le emozioni scatenate dal richiamo e gestirle in modo costruttivo. Ciò implica sviluppare empatia verso se stessi e gli altri, comunicare efficacemente i propri sentimenti e cercare soluzioni positive. - Flessibilità mentale: adattarsi e superare
La flessibilità mentale ci permette di adattarci ai cambiamenti e alle sfide inaspettate.
È la capacità di modificare il proprio approccio di fronte a ostacoli imprevisti, cercando soluzioni creative e alternative.
Allenare la flessibilità mentale significa esercitarsi a vedere le situazioni da diverse prospettive, rimanendo aperti a nuove idee e approcci.
Ostacoli all’allenamento
Questo percorso non è privo di ostacoli, ma proprio per questo motivo sfidante.
Tra gli ostacoli più comuni c’è la paura del giudizio, la mancanza di supporto sociale, lo stress cronico e l’atteggiamento negativo e pessimista. Ma anche l’imbarazzo personale.
Per il dipendente, infatti, ricevere un richiamo, magari di fronte al proprio team di lavoro, può essere una fonte di imbarazzo, di orgoglio ferito, alimentare un senso di inferiorità.
Superare questi ostacoli richiede impegno, supporto e talvolta l’aiuto di un professionista come un coach.
Conclusione: sollevare il peso e crescere
Affrontare il “peso” del richiamo non è un percorso facile, ma con la giusta preparazione mentale, e se necessario un aiuto da parte di un professionista, può diventare un’opportunità per crescere e rafforzarsi. Allenare i muscoli mentali della consapevolezza, resilienza, gestione dello stress, intelligenza emotiva e flessibilità mentale ci prepara non solo a sostenere il peso di un richiamo, ma a sollevarlo, trasformarlo in una motivazione e opportunità per perseguire al meglio il proprio obiettivo di successo personale e professionale.
Dall’altra parte è bene sapere come dovrebbe essere impartito un richiamo per valutarne la bontà e calibrarne il peso.
Per essere efficace, un richiamo dovrebbe essere tempestivo, specifico, separato dalle emozioni negative. I manager dovrebbero evitare di richiamare in pubblico, optando invece per un ambiente riservato dove il dipendente possa ascoltare e rispondere senza sentirsi sotto i riflettori.
Dovrebbe essere concentrato sui fatti e sul comportamento piuttosto che sulla persona, perché altrimenti più che di un richiamo si tratterebbe di un puro e semplice attacco giudicante.
Un buon feedback dovrebbe essere sempre una fonte di apprendimento per chi lo riceve.
Se necessiti di un aiuto… scrivici
Il coaching aziendale si rivela uno strumento potente per gestire le situazioni di richiamo.
Un coach può aiutare i manager a sviluppare le proprie capacità di comunicazione e di feedback, così come può supportare i dipendenti nel processare e superare il disconforto di un richiamo.
Attraverso il coaching, i manager imparano come esprimere le proprie aspettative in modo chiaro e a stabilire un dialogo costruttivo, mentre i dipendenti sono guidati a riflettere sui propri comportamenti e a impostare un piano di azione per il miglioramento.
Per migliorare le tue capacità di affrontare e gestire un richiamo, partecipa al corso Executive Leadership Skills di Life Coach Italy. Per informazioni, scrivici a: info@lifecoachitaly.it
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