Ad ognuno il suo: come riuscire a delegare

Ad ognuno il suo: come riuscire a delegare

7 marzo 20245 min di lettura

Delegare è un’arte che richiede fiducia nelle capacità altrui e la comprensione che, per essere efficaci, i leader non possono e non devono fare tutto da soli.
Tuttavia, molti manager anche con seniority avanzata spesso faticano a delegare.

Nonostante l’esperienza, questi manager possono essere riluttanti a lasciare andare il controllo, desiderosi di imporre il proprio metodo, le proprie regole, il proprio punto di vista, o semplicemente incapaci di riconoscere adeguatamente il valore e la professionalità dei membri del proprio team.

Purtroppo, questo atteggiamento di eccessivo controllo delle operazioni e coinvolgimento diretto in troppe attività, sebbene possa sembrare un segno di impegno e dedizione, in realtà può avere diverse ripercussioni negative sull’organizzazione, soprattutto in caso di assenza imprevista del manager.

Oltre a limitare la crescita dei colleghi, può nuocere alla salute mentale e al benessere professionale sia del manager sia dei collaboratori.

La sfida della delega


La sfida di delegare può derivare da una distorta consapevolezza delle proprie capacità o, ancora spesso, da una sottovalutazione delle capacità, competenze e professionalità altrui.

A volte i manager non si rendono conto che, delegando, non solo migliorerebbero la propria qualità di vita lavorativa, ma incrementerebbero l’efficacia del team e la performance dello stesso sia nel breve sia nel lungo periodo.

Il bisogno di essere sempre al centro dell’azione può essere, infatti, controproducente, riducendo le opportunità di sviluppo e crescita per i collaboratori. 

Se i collaboratori non hanno la possibilità di assumersi responsabilità maggiori, il loro sviluppo professionale ne risente.
L’opportunità di crescere attraverso esperienze dirette, decisioni autonome e la gestione di sfide è fondamentale per lo sviluppo delle competenze e la carriera di un individuo.

Quando un manager si coinvolge eccessivamente in tutte le attività, diventa un punto di passaggio obbligato per le decisioni e l’avanzamento dei progetti e questo può sia rallentare i processi sia creare un collo di bottiglia
In sua assenza il lavoro, infatti, potrebbe accumularsi in attesa del suo input o della sua approvazione portando a ritardi, confusione e potenziali perdite per l’intera azienda.

Tutto ciò, inoltre, causa demotivazione da parte dei collaboratori, che si vedono costantemente negare la possibilità di prendere iniziative o di portare avanti compiti in modo autonomo.

Il Coaching come strumento di cambiamento


Attraverso il coaching, i manager possono imparare a riconoscere e valorizzare le competenze e capacità dei loro collaboratori e a sviluppare la fiducia necessaria per delegare efficacemente.

Un coach può aiutare a identificare i vantaggi del saper delegare nel breve e nel lungo periodo, dallo sgravio di troppi impegni per il manager, alla possibilità di lavorare sulle sue priorità fino all’opportunità di far crescere i collaboratori.
Inoltre consente di individuare le radici della difficoltà a delegare, trovando antidoti a meccanismi che attivano la paura del giudizio, la mancanza di fiducia nelle capacità altrui, o semplicemente (come già detto) l’abitudine di voler avere sempre il controllo di tutto ciò che accade e su tutti.

Strategie e soluzioni di Coaching


In sintesi, l’impatto positivo di un percorso di coaching lo riscontriamo su diversi aspetti:

  1. Autoconsapevolezza
    Il coaching  aumenta l’autoconsapevolezza, aiutando i manager a capire perché faticano a delegare e a riconoscere l’impatto positivo che la delega avrebbe su di loro e sulla loro squadra.
  2. Fiducia
    I coach lavorano con i manager per costruire la fiducia nelle capacità dei propri collaboratori, dimostrando che la delega può portare a risultati migliori.
  3. Sviluppo di competenze
    Il coaching supporta lo sviluppo di capacità necessarie per delegare in modo efficace.
    Tra queste: capacità di comunicare in modo chiaro e efficace, capacità di definire obiettivi SMART e capacità di gestione delle aspettative e degli imprevisti.
  4. Empowerment
    Attraverso il coaching, i manager imparano a valorizzare e potenziare i loro team, creando un ambiente in cui tutti si sentano responsabili e coinvolti nel successo dell’organizzazione.
  5. Pianificazione per l’assenza
    Il coach lavora con i manager per sviluppare piani di continuità operativa che includano procedure chiare per le loro assenze.
  6. Gestione del cambiamento
    Grazie al coaching, i manager riconoscono il valore del cambiamento e dell’adattabilità nelle pratiche operative quotidiane.
  7. Feedback
    Il coaching incoraggia un ciclo di feedback costruttivo, dove il manager impara a fornire e ricevere feedback in modo che supporti la crescita e l’apprendimento proprio e del suo team.

Vantaggi della delega


In conclusione, delegare non è un segno di debolezza, ma di forza.
Significa per un manager acquisire la consapevolezza e riconoscere che il lavoro di squadra e la fiducia reciproca sono essenziali per il successo di un’organizzazione. 

Con il supporto di un Coach, i manager possono imparare a lasciare andare il controllo in modo costruttivo, garantendo così il benessere del team e il proprio, e spianando la strada verso un’efficienza organizzativa ottimale. 

Delegare significa evolvere verso una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie azioni. 

Delegare non solo migliora l’efficienza dell’intera organizzazione, ma offre anche un vantaggio strategico.
Libera, infatti, i manager dalle attività quotidiane e, a volte più operative, per concentrarsi su compiti più strategici.
Promuovere la crescita personale e professionale del team è essenziale per creare un ambiente di lavoro positivo e produttivo.

Inoltre, sapere delegare, significa rivolgere una maggior attenzione all’aspetto relazionale interno all’organizzazione in quanto il maggior coinvolgimento e la maggior responsabilizzazione dei vari collaboratori porta anche ad una maggior necessità di condivisione di valori comuni e alla necessità di migliorare i flussi comunicativi.
Si rafforzano in azienda empatia, rispetto reciproco e capacità di confronto.

Un caso studio ce lo racconta Giovanna Giuffredi, CEO di Life Coach Italy, nell’episodio dal titolo:”Delega Creativa” del Podcast Coaching Time.
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